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Il signor Spanò, il nostro punto di riferimento

Arrivederci sig. Spanò. Inizio questo personale ricordo dalla fine, vale a dire da quando la vedevo, negli ultimi mesi della sua permanenza a Turro prima del ricovero, a trasportare il monitor nella cappellina per la messa della domenica mattina. Il monitor permetteva alle famiglie con bambini piccoli di seguire serenamente la messa senza la preoccupazione di disturbare gli altri fedeli.  Adesso che è volato in cielo, lei mi viene in mente tutte le domeniche mattina quando sbircio nella cappellina prima di entrare in chiesa (oramai i miei bimbi sono cresciuti), e constato che il monitor non c’è più…

Mi piace descriverla con questo piccolo esempio che risale a poco tempo fa’, perché lei era così: un uomo serio e servizievole, umile ma franco, poche parole e tanti fatti. Alla domenica mattina il monitor era sempre al suo posto, non c’era bisogno di chiederglielo o di ricordarglielo. Sapevamo che ci pensava il Sig. Spanò, e ciò era più che sufficiente.

Ci siamo conosciuti che io ero un bambino, in montagna dove andavamo in vacanza. Avevo fatto subito amicizia con suo figlio Paolo, oggi vecchio amico di infanzia e di gioventù; poi avevo scoperto che anche voi eravate di Turro. Che fortuna!!

Attivissimo in Parrocchia e in oratorio, ci ha seguito costantemente nel corso della nostra crescita con tante iniziative educative: ricordo per esempio le visite domenicali al Piccolo Cottolengo, la raccolta della carta del sabato pomeriggio con don Alberto per le vie del quartiere, gli allenamenti calcistici in oratorio del mercoledì pomeriggio, ecc… Per noi ragazzi lei era una certezza, un punto di riferimento su cui contare sempre; lei era il Sig. Spanò punto e a capo, non c’era bisogno di aggiungere altre parole.

Mi permetto di ricordare anche il suo bellissimo rapporto con sua moglie Marisa, che l’ha sempre sostenuto e accompagnato in tutte le sue attività; anche la sua era una presenza affettuosa ma sobria, apprensiva ma mai invadente. Eravate una bella coppia di sposi, aperta e attenta ai bisogni degli altri; anche in questo eravate un esempio per me, per tutti i miei amici di Turro e per i nostri genitori.

Appassionato di calcio come tutti i ragazzi che seguiva in oratorio, aveva solo un piccolo difetto: era juventino!!!

Come potremo mai dimenticare la sua mitica automobile Simca color blu con la quale ci accompagnava alle partite di calcio? O le indimenticabili borse rosso-verdi che ci aveva regalato un anno all’inizio di una stagione dell’Odi Turro? O quando ci aiutava a tirare le righe del campo con la segatura? O i rimproveri che ci faceva quando sghignazzavamo sui banchi della chiesa o durante i ritiri parrocchiali?  Quanti ricordi sig. Spanò; mentre cerco di metterli tutti in fila mi scappa un bel sorriso di riconoscenza. Anche una lacrimuccia.

Grazie sig. Spanò, credo anche a nome di tutti gli ex-oratoriani della mia generazione che hanno avuto la fortuna di conoscerla e di apprezzarla come uomo e come cristiano. Da quaggiù continueremo a volerle bene.

Un tuo ragazzo
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